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Swimming History Channel: Il saluto al duca Kahanamoku.

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Duke Paoa Kahanamoku morì improvvidamente di infarto nel 1968 quando aveva 77 anni.

Fu un colpo durissimo per gli hawaiani, ma ancor di più per la moglie Nadine che l’accompagnava dappertutto e per i fratelli, che da tempo vivevano come una cosa sola.” Il Duca era il Duca” scrissero i giornali “Come l’Aloha Towers, Diamond Head e la spiaggia di Waikiki non è mai cambiato”. C’era sempre stato, e improvvisamente non c’era più. Il suo fu naturalmente un funerale del mare. Ad accompagnarlo fino alla spiaggia c’erano tutti, amici, parenti, turisti, uomini importanti e tanti signor nessuno. Molti si commossero quando i suoi compagni intonarono per lui “Aloha Oe”, la struggente canzone delle sue isole che dice: “Addio a te, … Un abbraccio affettuoso. Sono partito e fino al nostro prossimo incontro, dolci ricordi torneranno da me… ” Aloha è una parola che ne traduce moltissime. Vuol dire amore, pace, compassione e anche misericordia. Il reverendo Abraham Akaka la pronunciò anche nel suo ultimo saluto: ” Dio è Aloha e Paoa era un uomo di aloha”. Due dozzine di canoe accompagnarono le sue ceneri per essere abbandonate nell’Oceano. Una volta Kahanamoku aveva detto : “Out of Water I’m nothing”, riconoscendo di dovere tutto al mare. Forse non era vero. Forse in lui c’era molto di più di quello che lui ci vedeva: una grandezza umana coperta da una grande umiltà e accompagnata dalla capacità di unire. Ma la sua essenza probabilmente veniva proprio da lì, dall’oceano. Quell’Oceano che in quel momento se lo stava riprendendo.

Swimming History Channel: Kahanamoku il multidisciplinare.

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La leggenda supera sempre la realtà, ma non la stravolge.

Nella leggenda di Kahanamoku si racconta per esempio di un’origine nobile (ma Duke era il nome dato al padre dalla principessa Bernice, sua padrona di casa, in onore della visita alle Hawaii del duca di Edimburgo e da lui ereditato), di 5 olimpiadi (ma ne fece tre, Stoccolma 12, Anversa 20, Parigi 24, ad Amsterdam fu considerato un possibile partecipante, e a Los Angeles fu probabile olimpico nella pallanuoto), dell’invenzione del surf (in realtà fu un fenomenale diffusore di una pratica che esisteva da sempre nelle sue isole).

Tra le altre apologie a lui attribuite ci fu anche quella dell’invenzione del beach volley. In realtà era uno di quelli che faceva tutto e gli riusciva tutto e da giovane, soprattutto a scuola aveva fatto ogni sport possibile: calcio, canoa e anche pallavolo, che naturalmente nelle isole Hawaii si giocava praticamente sempre sulla sabbia.

Swimming History Channel: The duke Kahanamoku!

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Il 12 agosto 1911 nessuno si aspettava niente di particolare ai campionati AAU (l’Amateur Athletic Union, l’associazione che curava gli sport dilettantistici e deteneva l’accesso ai giochi olimpici in America) che si stavano per svolgere nella baia di Honolulu,all’epoca la piccola capitale di una specie di colonia oceanica degli Stati Uniti.

Gli hawaiani erano Continua a leggere